“L’innovazione è importante, è fondamentale. Tutti i paesi, anche in tempo di crisi, investono in ricerca e innovazione. Questo da noi purtroppo non succede. Anzi, l’Università italiana è vittima di tagli continui. Sono due anni consecutivi che ci tagliano circa il 5% dei fondi. E’ difficile andare avanti in queste condizioni.”
Lo sfogo della professoressa Tiziana Catarci, docente all’Università La Sapienza di Roma e presidente di Infosapienza, braccio informatico dell’ateneo romano, è comprensibile. L’università italiana è stritolata da una tenaglia. Da una parte un’opinione pubblica che sempre più spesso imputa all’istituzione principe della formazione italiana – non senza ragione – di essere espressione di statalismo e baronie, dall’altro la crisi economica che ne attanaglia le possibilità di sviluppo.
“I tagli si ci sono e sono pazzeschi – precisa la professoressa. Stiamo facendo approntare uno studio che dimostra come il Fondo del Finanziamento per l’Universita dal 1994 ad oggi è stato praticamente dimezzato. E questo a fronte di un numero di studenti che alla Sapienza è rimasto sostanzialmente lo stesso. Cioè circa 140mila. Noi cerchiamo di continuare ad offrire didattica di qualità, ma è sempre più difficile”.
Inoltre con le nuove regole, previste dalla riforma Gelmini, rimpiazzare i docenti che vanno in pensione diventa sempre più difficile: “Abbiamo una quantità di pensionamenti pazzesca, che, a causa del blocco delle assunzioni non possiamo rimpiazzare. Le faccio l’esempio di Giurisprudenza; abbiamo un pensionamento di circa il 30% di professori che non possiamo sostituire se non in minima parte. Come si può lavorare in queste condizioni? Secondo la riforma Gelmini per poterne sostituire almeno alcuni, dovremmo essere in regola con alcuni parametri legati al fondo per l’università. Ma se questo fondo viene tagliato, anno dopo anno, è sempre più difficile riuscire a rimanere dentro questi parametri”.
Inoltre, ci spiega la professoressa, la Sapienza sconta un altro grande problema, sconosciuto ai più, e legato al Policlinico universitario: “Abbiamo un enorme problema con il personale sanitario. Non parlo di professori, ma di portantini e infermieri. Siamo noi – come Sapienza - a pagarli, non sono a carico del sistema sanitario Nazionale”. Una situazione difficile, che, paradossalmente sembra peggiorare. “In passato – spiega la professoressa - almeno c’era una norma che non imputava la parte degli stipendi nella virtuosità. Adesso sembra che questa norma sarà levata. Se sarà tolta La Sapienza non avrà la possibilità di agganciare i parametri di virtuosità richiesti. E a quel punto non potremo assumere nessuno”. Infatti, i costi degli stipendi, che sono ovviamente fissi, incidono per circa il 90% sul bilancio della Sapienza. Questo vuol dire che inevitabilmente, ogni taglio imposto dal governo, si trasferisce automaticamente sui servizi erogati.
L’unica speranza, in questo quadro fosco, è rappresentata dall’Innovazione. Sulla quale è doveroso puntare, come la Sapienza sta facendo da alcuni anni: “Secondo me è fondamentale. E’ l’unico modo per uscire da questo stato disastroso in cui ci troviamo. Basta vedere gli altri paesi. Anche nei momenti di crisi aumentano gli investimenti in innovazione e ricerca. Noi facciamo il contrario, tagliamo. Anche perché l’innovazione è un grosso risparmio, sotto molti punti di vista. Sia da quello dell’organizzazione del lavoro, sia per la riduzione dei costi materiali come la carta. Senza contare quelli della società: riduzione degli spostamenti. O la riduzione delle disuguaglianze: uno studente disabile può ora stamparsi i propri certificati dal web, o seguire le lezioni da casa”. Infatti, La Sapienza ha lanciato, e sta allargando, una propria piattaforma di e-learning. Ma già oggi è possibile seguire alcuni insegnamenti via streaming.
Video: L'università, l'Italia e l'innovazione
Qualche esempio? Eccone un paio, concreti: “Per i pagamenti delle tasse universitarie abbiamo smesso di inviare i bollettini a casa degli studenti. Ora possono scaricarli dal web. In questo modo risparmiamo sia sulla carta sia sui francobolli per l’invio dei bollettini. Un risparmio ingente. Anche per la verbalizzazione elettronica, tra carta e risorse uomo, abbiamo calcolato un risparmio di oltre due milioni di euro. Senza contare la disponibilità immediata del dato, valore, quello del “dato tempestivo”, che è difficile calcolare. Investendo si risparmia e si migliorano i servizi, cosa che si traduce in risparmio per la società”.
Ma non solo, perché l’informatizzazione porta con sé la trasparenza, un altro valore imprescindibile per la pubblica amministrazione. “Grazie all’informatizzazione dei dati io posso avere in un attimo qualsiasi dato registrato. Quali medie voto ci sono in quel corso di laurea o in quel dato insegnamento impartito da un determinato professore”.
Tra le innovazioni approntate dalla Sapienza negli ultimi anni, spicca quella del Timbro Digitale2D PLUS “E’ stato un successo – afferma la professoressa Catarci - siamo soddisfatti. I numeri, dopo un anno circa dall’implementazione sono ottimi". Una soluzione tecnologica, quella del timbro digitale2D Plus, brevettata da Secure Edge e distribuita in Italia da Sysdata Italia S.p. A., e che ormai rappresenta uno standard di fatto essendo stata scelta da 10 Università e da 100 comuni – tra cui quello di Roma e Milano.
"Non dimentichiamoci che spesso ci sono delle resistenze all’innovazione. Anche quando ci si trova davanti ad una platea di “nativi digitali” come dovrebbe essere quella degli studenti, non dobbiamo scordarci che esistono sempre due genitori, che ovviamente sono partecipi alla vita dei propri figli, che spesso sono più “sospettosi” davanti a queste innovazioni digitali. Per questo, purtroppo, a volte lo studente preferisce comunque recarsi di persona agli sportelli della segreteria. Ma con il tempo contiamo di aumentare ancor di più quelli che sono numeri che noi consideriamo molto importanti. Basti pensare che chi non è più uno studente universitario, ma magari ha bisogno di un certificato che può ottenere online, utilizza la certificazione con timbro digitale 4 volte su 5, per un totale di oltre 250mila certificati emessi digitalmente”.
Video: Il successo del timbro digitale alla Sapienza
Fonte: http://www.thedailyweek.it/articolo/mediatech-week/universita-innovazione-unica-salvezza